Io vi devo ringraziare mie care amiche, perché spesso siete proprio voi la mia fonte prediletta di ispirazione. Passeggiando per le vie della città vi guardo, vi osservo con attenzione, e non dopo essere frequentemente inorridita, decido che post scrivere.

E in fondo, se non ci foste, bisognerebbe inventarvi. A volte ammiro il vostro coraggio e la vostra fantasia. A volte, invece, penso che lo facciate apposta per procurarmi tanto dolore.

Una delle cose che vi crea più spesso confusione è la distinzione tra abbigliamento casual e sportivo. Non poche volte, infatti, utilizzate questi due termini come fossero sinonimi, ma sappiate che non lo sono affatto.

Chiaramente il problema in questo caso non è la terminologia. Non è che vi vestite correttamente ma date un nome sbagliato al vostro stile. No, magari fosse. Il punto è che confondete proprio i piani.

Vi convincete – magari ripetendovelo come un mantra mentre vi guardate soddisfatte allo specchio – di vestire casual e invece andate in giro con tute imbarazzanti, scarpe da ginnastica e orride felpe convinte che tutto ciò si possa fare impunemente.

 

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Mi dispiace care amiche, ma non si può. Non se non state andando in palestra o se non state facendo la vostra corsa mattutina.

Vediamo dunque le sostanziali differenze tra i due “stili”, laddove però, in realtà, solamente uno è uno stile nel vestire, mentre l’altro è una divisa tecnica, spesso una accozzaglia di cose che hanno semplicemente la funzione di farci stare comode mentre sudiamo copiosamente.

La vita frenetica, ripartita tra lavoro, casa, famiglia e, se siamo fortunate, tempo libero, spesso ci porta a scegliere per le nostre  interminabili giornate un abbigliamento confortevole, che ci permetta di affrontare lunghe sessioni di lavoro, corse a scuola a prendere i bambini, spese e commissioni varie.

 

Ma come distinguere un abbigliamento casual da uno sportivo?

 

Maglie, bluse, giacconi e tanto altro

Ovvero tutto ciò che indossiamo nella parte superiore del corpo.

CASUAL: Camice, maglie, anche t- shirt carine e stilose, magari disegnate da qualche giovane creativo. Tutto questo, con fantasie, tessuti e colori differenti, è adatto ad uno stile casual. La scelta dei tessuti, ad esempio, caratterizza tipicamente uno stile piuttosto che un altro. Così come le fantasie. E va da sé che per un look confort e informale, scegliamo cotone e non seta, tinta unita o fantasie semplici come quadretti o pois e non arabeschi o uccelli del paradiso.

Maglioni girocollo oppure a V, da cui spunta il colletto della camicia. O ancora cardigan o giacche destrutturate magari in maglia con sotto un lupetto.

Giacconi, anche corti, o – ma questo qui lo dico e qui lo nego – piumini. Se proprio scegliete questo orrendo capo, perlomeno optate per un modello sagomato, o con un tessuto particolare, ed evitate il nero, se potete.

SPORTIVO: Non fa parte invece dell’abbigliamento casual la felpa, che sia di marca prettamente sport o meno. Qualcuno ha pure ritenuto di fare abiti e giacche con il tessuto che fino a qualche tempo fa era ad esclusivo appannaggio dell’abbigliamento sportivo. Ma in un tempo molto breve, questo materiale tende a sformarsi assumendo connotati inquietanti.

Se non siete liceali o universitari … appena usciti dal liceo, questo capo non può far parte del vostro abbigliamento quotidiano. A meno che non siate insegnanti di ginnastica.

Se invece utilizzate le t-shirt del vostro benzinaio di fiducia, o quelle con le scritte motivazionali (che peraltro leggono gli altri e non voi per cui o siete molto altruiste o non comprendo perché le indossiate) o peggio ancora, quelle di marche prettamente sport, spesso aderentissime perché in tessuti tecnici tanto utili e comodi quando fare sport ma davvero orrendi a vedersi, ecco, allora siete perfette per la palestra. Ma se pensate di indossare questi capi per andare a lavoro o anche semplicemente per andare a farvi una passeggiata in centro con le amiche, sbagliate, ma sbagliate tanto.

Pantaloni, shorts, gonne, abiti

Ovvero tutto ciò che indossate nella parte inferiore del corpo.

CASUAL: chi veste casual tendenzialmente utilizza i pantaloni ritenendoli molto più comodi di gonne e vestiti.

In realtà non ho mai compreso cosa ci sia di confortevole nei pantaloni: comprimono la pancia, tirano il cavallo, costringono. E nemmeno ho mai compreso cosa ci sia di scomodo negli abiti tout court, tanto da far decidere a parecchie donne di riservarli solamente alle occasioni particolari.

Se non siete maestre d’asilo e non trascorrete il vostro tempo a rotolarvi sul pavimento per recuperare il monello di turno, non capisco, se fate una professione normale, perché non scegliate un abito che non stringe, vi lascia libere di muovervi, non comprime l’addome quando siete sedute per otto ore alla vostra scrivania, e soprattutto, se si tratta di un pezzo unico, non dovete pensare all’abbinamento tra sopra e sotto.

Comunque, tornando al nostro pantalone, dal ‘modello jeans’ al vero e proprio jeans, tanto amato sia da chi sceglie lo stile casual che uno stile più metropolitano, i modelli di pantaloni, ad esclusione di quello dritto con la riga che viene scelto maggiormente da chi predilige uno stile classico, vanno tutti bene. Anche qui, ciò che determina la scelta stilistica sono i tessuti, cotone e non seta. Tessuti opachi e non luccicanti. E, spesso, tinta unita, giacché la fantasia solitamente, chi veste casual, la preferisce nella parte superiore del corpo.

SPORTIVO: Leggings, pantaloni in ciniglia, anche se cercano disperatamente di ricordare non l’informe pantalone della tuta da ginnastica, ma un modello “civile” magari largo sul fondo, o panta larghi e morbidi in maglina, che fingono di essere dei pantaloni palazzo, sono invece adatti al vostro défilé in palestra, e non ad altri ambiti.

Le scarpe

Ecco, qui le dolenti, dolentissime note. Perché sulle scarpe, purtroppo, si fa tantissima confusione ormai. Pensate pure che c’è qualche ometto che ritiene di poter indossate l’abito classico con la sneaker sportiva.

CASUAL: Con un abbigliamento casual nella scelta della scarpa, possiamo spaziare dalla stringata, al mocassino, alla sneaker. La stringata può essere scelta o con suola in cuoio, quindi decisamente più formale ed elegante, oppure con il fondo in gomma. Quando chiaramente si parla di sneakers si intendono i modelli preferibilmente in pelle, o anche in tessuto, ma da abbigliamento civile. I colori saranno dunque neutri ed eviteremo strane fantasie.

Non vengono invece contemplate nel casual le scarpe da ginnastica, che sono adatte solo alla palestra o agli allenamenti corse e corsette all’aria aperta. In realtà, con il pantalone jeans, alcuni modelli che un tempo venivano considerati sportivi, sono stati decisamente sdoganati e oggi rientrano in un certo senso nelle scarpe utilizzabili in un look casual. Tra queste sono famose le Stan Smith della Adidas, le Superga, tornate in voga dagli anni ‘80/90, le Converse Alla Star e le Vans. Ma non significa che ‘certe’ scarpe sportive possono essere usate con un look casuale. Semplicemente, oggi queste … non sono più scarpe sportive (non reggerebbero nemmeno il confronto tecnico con le altre), esattamente come è avvenuto con le Polo a nido d’ape che solo fino agli anni ’80 i tennisti usavano ancora davvero nello sport, o, se vogliamo puntare alto, con l’orologio Jaeger Le Coultre Reverso, nato per le gare di polo degli anni ’30 e finito sotto polsini inamidati al tavolo di un consiglio di amministrazione.

Sono in definitiva scarpe casual dall’impronta sportiva, da utilizzare, dunque, anche per il tempo libero o durante il giorno. Le trovo però decisamente meno adatte ad un uso professionale, a meno che non lavoriate specificamente in un negozio sportivo, o non abbiate uno stile particolare in cui la scarpa molto casual spezza e dona un tocco speciale. Ma quando si parla di ‘stile personale’ – nel senso che c’è dietro una ricerca e una scelta precisa di ciò che si indossa, non che qualunque cosa va bene – allora (quasi) tutto è possibile.

SPORTIVE: ovviamente tutte le scarpe tecniche, da calcio, da corsa, da palestra, da quello che vi pare, sono sportive, non casual. Per cui, se avete capito qualcosa di ciò che vi ho detto sopra, traete voi la logica conseguenza.

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