Questo post è scritto per voi, amiche care.

Vi starete chiedendo: ma perché, gli altri per chi sono scritti? Sempre per voi, ovviamente.

Tuttavia questo post in particolare, come altri che seguiranno, nasce dall’esigenza di rispondere alle numerose richieste di approfondimento che mi inviate.

Tra le varie, che analizzeremo prossimamente, una emerge con maggiore frequenza: la differenza di taglia tra parte superiore e parte inferiore del corpo.

E se questo, in passato, poteva essere un vero problema, ad esempio nell’acquisto del costume da bagno – avete presente quando non esisteva ancora la possibilità di acquistare slip e reggiseno separatamente? – oggi fortunatamente l’offerta di modelli, taglie e capi personalizzati, ci consente di superare l’ostacolo.

Inoltre, l’assenza di un diktat preciso nel vestirsi, ovvero l’assenza di uno stile univoco così come presente fino agli anni ’90, consente a tutte noi di vestirci in base alla nostra fisicità, senza andare in giro con uno stile che ai più poteva sembrare anacronistico e fuori posto.

Le differenze di taglia tra le due metà del corpo possono anche essere piuttosto importanti. In realtà, però, può creare un problema nell’armonizzare la figura anche la differenza di una taglia soltanto.

Parte superiore più abbondante.

A rendere la parte superiore del corpo più abbondante di quella inferiore a volte basta il seno. A parità di “taglia”, ovvero di busto, un seno abbondante a volte è sufficiente da solo a modificare la taglia.

In questo caso, non solo dovremmo scegliere capi di una taglia superiore, ma dovremmo anche decidere come gestire un seno “impegnativo”.

A volte, invece, la differenza è dovuta ad un appesantimento di tutta la zona superiore, comprese vita e addome, tipico ad esempio delle donne nordiche e slave che mettono peso nella parte superiore mantenendo spesso fianchi e gambe snelli.

Una terza categoria è quella delle donne dalle spalle molto ampie, le nuotatrici ad esempio.

 

(LEGGI ANCHE: Come indossare la fantasia tartan) 

 

Chiaramente le tre tipologie sono molto differenti.

Nel caso di un seno abbondante saremo spesso in presenza di una donna “clessidra”, quindi morbida e sinuosa. Sto chiaramente parlando di un seno naturale. Se avete scelto deliberatamente, invece, di ingrandire il vostro seno al punto da cambiare taglia nella parte superiore, immagino anche che abbiate le idee chiare su come vestirvi.

In questo caso, consiglio di scegliere capi morbidi ma che segnino il punto vita. Il rischio, infatti, se indossate capi larghi e un po’ informi, è che tutta la zona alta del corpo sembri un po’ “over”.

Bene, quindi, a capi non troppo tirati nel giroseno: attenzione, in particolare, all’orrendo effetto della camicia che tira così tanto che chi vi sta davanti teme di ricevere da un momento all’altro una pioggia di bottoni impazziti.

Ricordate anche che ogni capo che “tira” non è della vostra taglia, quindi spesso non vi rende giustizia.

Attenzione allo stesso modo se siete in presenza di una fantasia: se si deforma avete sbagliato taglia.

Nel caso, invece, di un po’ di sovrappeso che tende ad accumularsi nella parte superiore, la scelta di capi molto morbidi che scivolano lungo le linee del corpo – ma senza segnarle – è quella che vi permetterà di armonizzare al meglio la figura.

Cautela in questo caso anche alla scelta dei tessuti: la maglina ha la maledetta abitudine di segnare ogni piccolo dislivello del corpo, creando imperfezioni che non esistono o peggiorando quelle presenti.

Il colore e le fantasie giuste, in questo caso, sono un altro importante alleato.

E’ evidente come ciò che va “rimpicciolito” vada vestito di scuro, nero, blu, ad esempio.

Allo stesso modo le righe verticali, le scollature a V, gli incroci, ma anche le applicazioni che ricordano sempre la verticalità, tendono a snellire.

Se invece siamo in presenza semplicemente di un paio di meravigliose spalle ampie che sovrastano magari una figura complessivamente più esile, beh, mi pare ci sia molto poco da equilibrare…godetevi la vostra figura asimmetrica e perché no, giocateci un po’.

Chi lo dice infatti che sia sempre il caso di correggere?

Ad armonizzare complessivamente la figura, ovviamente, concorre anche la parte inferiore. In questo caso, abbiamo detto, sarà più sottile di quella superiore.

Se siamo in presenza di una parte inferiore “normale” che semplicemente appare più ridotta perché è la parte superiore ad essere più abbondante, lavoreremo maggiormente per snellire la zona superiore. Non ha alcun senso, se siete una normotaglia, equilibrare aumentando di taglia!

Se, invece, avete una zona inferiore molto magra, magari con fianchi maschili e glutei piccoli o anche piatti, allora potrete non solo snellire otticamente la zona superiore ma anche rendere leggermente più abbondante quella inferiore.

In questo caso saranno vostre alleate le gonne a ruota, a tulipano e tutto ciò che crea volume.

Ancora, i colori chiari, le fantasie “allarganti” come le righe orizzontali, le applicazioni che orizzontalizzano, e le piccole fantasie molto fitte: tendono a dilatare.

In questo caso utilizzeremo anche tessuti più sostenuti, che donano volume laddove, appunto, manca.

Ultimo consiglio per gestire una parte inferiore “importante” è la scelta dell’intimo giusto. Se è vero che l’intimo va sempre scelto correttamente, ciò diviene necessario in presenza di criticità.

Scegliete quindi reggiseni che contengono se siete in presenza di un seno abbondante, o comunque di biancheria leggermente contenitiva.

Ciò non significa affatto che dobbiate costringervi in strumenti di tortura, ma semplicemente che dovrete cercare di eliminare il più possibile l’effetto materassino, molto antiestetico.

E se invece è la parte inferiore ad essere più abbondante? Seguitemi nel prossimo post!

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