Ne abbiamo parlato nel post precedente: sneakers Superga, Converse All Star, Adidas Stan Smith, Vans e Lacoste.

Tutte scarpe ed accessori iconici nati per un uno scopo ma divenuti nel tempo, a volte anche in breve tempo, dei capi e accessori assolutamente irrinunciabili, presenti nei guardaroba di tutte noi.

Un po’ come i jeans, nati come pantaloni da lavoro ma divenuti ormai uno dei must per le amanti del genere.

Imparare ad utilizzare le sneakers indubbiamente è importante perché se ben abbinati possono creare uno stile unico e personale proprio per questo loro carattere in parte contraddittorio.

Questi capi ed accessori hanno inoltre una storia affascinate.

Vediamo però, molto brevemente, quando nascono le sneakers e come avviene la loro trasformazione. E poi, impariamo ad abbinarli al meglio, senza correre il rischio di cadere nel ridicolo o nella sciatteria.

Superga è un brand, diremo oggi, registrato nel 1911 a Torino. Inizialmente l’azienda produceva oggetti in gomma vulcanizzata, e l’unico trait d’union col mondo delle calzature erano … gli stivali impermeabili per le mondine. Solo nel 1929 l’azienda inizia a produrre scarpe con la suola in gomma e la tomaia in tela, pensate come soluzione tecnica per lo sport e la ginnastica. Dopo decenni – mentre la tecnologia costruisce altre soluzioni per lo sport – queste scarpe transitano dallo ‘sportivo’ al ‘casual’:  ed in questa nuova veste le Superga, prodotto totalmente Made in Italy, hanno avuto fasi di grande fama e utilizzo, e anni di oblio. Sono comode, coloratissime, e davvero molto stilose. Unico difetto: se non lavate con regolarità sviluppano gas puzzolenti capaci di sterminare l’intera popolazione.

Ve lo voglio confessare, loro hanno fatto parte della mia giovinezza, e in realtà non le ho mai abbandonate, nemmeno quando non erano più di moda.

Le Superga sono scarpe in realtà molto versatili, e facilmente abbinabili. Fantastiche con abiti casual e scanzonati, magari denim, adorabili con abiti anni ’50 o gonne a ruota. Molto chic anche con un pantalone palazzo, ma in questo caso occorre un fisico parecchio slanciato.

Negli ultimi anni sono usciti anche modelli con la para alta.  Ciò consente un utilizzo ancora maggiore, sia per la tipologia di capi da abbinare che per la fisicità di chi le indossa. Le Superga trazionali, infatti, sono davvero molto basse e possono, in alcuni casi, creare un po’ di disagio in chi magari non è alta. Personalmente, nonostante io rientri a pieno diritto nella categoria delle donne piccole, le ho sempre usate e le uso, qualunque sia lo spessore della para!

 

Le Converse All Star invece vedono la luce nel 1923 per merito di Chuck Taylor, famosissimo giocatore di basket professionista.

Nascono quindi senza dubbio, anche queste, come scarpe dalla richiesta performance sportiva, ma dagli anni 60 fino agli 80 divengono ricercatissime ed usatissime dal mondo della musica, soprattutto rock per poi diffondersi presso la massa come scarpa ‘casual’.

Queste scarpe, anch’esse come le altre, totalmente unisex, sono molto utilizzate anche dai ragazzi, probabilmente per l’immaginario rockettaro che evocano. In bianco ma soprattutto in nero, sia nella versione con la tomaia bassa che in quella alta, molto spesso le si vedono ai piedi di ragazzi di ogni età, anche over 40.

La loro versatilità e le rende abbinabili, oltre che chiaramente ad un pantalone casual, anche alle ormai onnipresenti gonne lunghe plissé, trasparenti, lucide, opache.

Vans  era invece una fabbrica di scarpe statunitensi fondata nel 1966. Dovevano essere scarpe per ragazzi, pensate per lo skateboard. Qui il discorso, quindi, è un po’ diverso dalla riconversione in ‘casual’ delle scarpe ‘sportive’ nel senso della ricerca tecnica come i precedenti esempi. Anzi quando Vans cercò, negli anni ’80, di inserirsi in quel mercato entrò in profonda crisi. Eppure in Italia queste scarpe ebbero moltissima fortuna proprio negli anni ’80, all’epoca del fenomeno, fortunatamente passeggero, dei paninari, che le indossavano ovviamente anche se non avevano la passione per lo skateboard. In quella manciata di anni erano diventate un vero status symbol. Attualmente, dopo anni nel dimenticatoio, sono nuovamente ricomparse nei negozi e dunque nelle strade.

Molto utilizzate dai ragazzi e meno dalle ragazze, l’abbinamento è prettamente casual.

Quasi chiunque oggi possiede nella sua scarpiera una Adidas Stan Smith. Impossibile non amarle: queste scarpe nate nel 1971 per giocare a tennis, sono a buon diritto ormai entrate – mentre nessun tennista di oggi si sognerebbe di scendere in campo portandole ai piedi, salvo sembrare un pezzo da museo – tra le scarpe ‘casual’ d’ordinanza.

Sono forse tra le più versatili e le più belle tra le sneakers originariamente ‘sportive’ e attualmente ‘casual’.

Stupende con un look total Black, ma anche un abitini a tunica oppure con i trapezi. Per chi può permettersele queste sneakers sono cool anche con i pantaloni dritti a metà polpaccio.

 

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