Come ogni anno non possiamo esimerci dal fare una obiettiva valutazione di alcuni dei look delle protagoniste del Red Carpet più famoso al mondo: Cannes.

Come sapete, io non sono né una giornalista di moda né una fashion blogger: il mio occhio osserva e valuta secondo le regole della consulenza d’immagine e dell’etichetta.

Per quanto donne bellissime e sostanzialmente prive di difetti, con i quali invece noi conviviamo ogni giorno, anche le dive a volte riescono a mortificare la propria immagine.

Bene, impariamo dunque dagli errori di Cannes qualche altra regola per avere sempre un’immagine impeccabile.

 

Quelle che “sbagliano il modello”. 

Ovvero le star che invece di esaltare la loro bellezza scelgono abiti che non solo non le valorizzano ma che anzi, riescono a nascondere i loro punti di forza.

Prima nella classifica Cannes direi che è lei: Eva Longoria.

13263895_1702374083348174_7734734596571074926_n

Il suo corpo è una via di mezzo tra un “rettangolo morbido” e un  “triangolo inverso”, ovvero, spalle leggermente più ampie dei  fianchi, che sono molto stretti, e  vita appena accennata. Nonostante non particolarmente alta le sue proporzioni perfette le consentono di fatto di indossare quasi tutto ciò che desidera.

Ma se dovessimo indicare un piccolo, piccolissimo difetto, notiamo l’assenza del punto vita. Per chi ha questa caratteristica quindi, un abito sbagliato può dare l’effetto “tronco di legno”. E questo è proprio il caso dei look scelti dalla Longoria: abiti a sirena fasciati senza alcun accenno di un punto vita. Che l’attrice abbia ceduto al fascino del “tinta unita” per sembrare più alta? Non si saprà mai, ma di fatto, l’effetto è davvero devastante.

13245372_1702373876681528_8141004122352860910_n

Già migliora con il terzo look nel quale è presente una cintura che segna la vita e un tessuto più morbido che la fa apparire meno ingessata. L’outifit total white è in assoluto il peggiore: oltre all’effetto “tronchetto”, l’assenza di una scollatura accorcia otticamente la figura: lo Longoria, infatti, non ha un collo particolarmente lungo, per cui la scollatura le è indispensabile proprio per allungare la parte anteriore del busto.

13240695_1702373923348190_3642736758997422952_n

L’abito per lei? Eccolo qui: ampia scollatura, punto vita segnato e portato in alto per dare più slancio alla figura, e gambe scoperte. Tutti i suoi punti di forza sono in evidenza, e l’unico punto di debolezza è stato magistralmente camuffato.

13244859_1702374093348173_4697082372191175508_n

E se pure lei volesse comunque indossare un abito a sirena un modello che crea un punto vita modificando nettamente le sue forme, e le righe verticali che la slanciano, è decisamente più adatto al suo tipo di fisicità.

13227108_1702374043348178_4342774520097273156_n-1

Catherine Deneuve è un’icona di stile, bella e sofisticata. A Cannes però avrebbe potuto fare di più. Infatti, nonostante rimanga una donna stupenda, di fatto la parte superiore del corpo è un po’ appesantita. Per questo avrei evitato un abito così attillato nelle zone vita e fianchi, e soprattutto avrei creato un po’ di volume nella zona dei fianchi per bilanciare una figura che ormai ha un po’ perso le forme.

Inoltre lo scollo a “barchetta” viene utilizzato proprio per allargare otticamente le spalle: in questo specifico caso, considerata l’assenza di volume nei fianchi avrei evitato di allargare la parte superiore che è già più ampia rispetto ai fianchi

13245449_1702374623348120_8084532248821964092_n

L’abito più adatto a lei è indubbiamente il secondo: un tubino segnato in vita e che riequilibra il sopra e il sotto con un bilanciamento di volumi.

13245420_1702374620014787_3923678193152455091_n

 

Quelle che “ho sbagliato contesto”. 

Ovvero, le dive che hanno deciso che ad un evento come Cannes si può andare anche easy. No, non si può invece, perché ci sono tantissime altre occasioni per indossate abitini da giorno. Il Festival di Cannes non è una di quelle.

Il dress code ha un senso e un significato preciso: a Cannes i padroni di casa ti chiedono di seguire delle specifiche regole di abbigliamento. Salvo che non vi domandino di venire vestiti in maniera ridicola o umiliante, un dress code si rispetta, oppure si sta a casa.

13177301_1702374696681446_6791785882119210958_n

13260199_1702374680014781_5526968569227631547_n

13220887_1702374690014780_3323612786236316161_n

 

Quelle che “prima l’abito e poi forse io”.

Ebbene sì, non basta che l’abito sia bellissimo e che ci stia bene addosso: deve anche rappresentarci e soprattutto non deve mai sovrastarci. Guardando una donna, non bisognerà esclamare “che meraviglioso abito”, ma “ che meravigliosa donna”. Lui è al nostro servizio, noi portiamo lui, noi lo esaltiamo, mai il contrario.

13226743_1702374896681426_2321341502507936506_n

13232982_1702374870014762_4501369008436868740_n

13239175_1702374913348091_2362820095343338652_n

13244656_1702375063348076_1714243998910386918_n

E’ proprio il caso di questi abiti: sono belli, ricchi e splendidi ma è un fatto che sovrastino, fino a quasi schiacciarle, le loro “portatrici”. Per indossare abiti come questi occorrono donne dalla forte, fortissima personalità. E non è questo il caso.

Armonia e proporzione: è questo che dobbiamo sempre cercare quando scegliamo cosa indossare. Che sia per una passeggiata con le amiche, per una serata di gala o un evento importante, dobbiamo sempre scegliere non solo ciò che ci sta oggettivamente bene addosso ma anche ciò che ci rappresenta, che ci aiuta a far emergere la nostra personalità. Tra noi e l’abito che indossiamo ci deve essere una totale fusione: e lui, per quanto bello, non lo sarà mai più di noi che risplenderemo perché saremo noi stesse.

(Leggi anche: come indossare paillettes e strass) 

ph credits: MondoFox 

———————————-

English version

As each year, we just can’t avoid making an objective assessment of the style of some of the stars of the most famous Red Carpet event in the world – Cannes.

 

As you all know, I’m not a fashion writer or a fashion blogger: I observe and make my remarks from my perspective as an image and etiquette consultant.

Although exceptionally beautiful and almost free from those imperfections with which we have to live day in day out, even the stars at times can get their looks wrong.

 

This being the case, let’s try to learn something from the errors seen at Cannes, to come up with a few more rules for always looking our best.

 

Those who get the cut of their dress wrong

 

That is those stars who instead of enhancing their beauty choose outfits that not only fail to highlight their strong points but actually conceal them.

Top of this list at Cannes I would say is Eva Longoria.

 

Her body is something between a ‘soft rectangle’ and an ‘inverse triangle’, that is shoulders slightly wider than her hips, which are very slim, and a barely noticeable waist. While she’s not particularly tall, her perfect proportions allow her to wear almost anything she wants.

But if we were to point out a small, very small defect, we note the absence of the waist. So for those who suffer from this lack, the wrong garment may well create the ‘tree trunk’ effect. And this is precisely what happens with Longoria: swathing dresses but without a waist. Perhaps this actress has gone for the ‘single-colour look’ in order to look taller? We’ll never know, but in fact the effect is unflattering.

Things get better with the third outfit where we find a belt marking the waist and softer material which makes her look less constrained. The total white outfit is the worst of her choices: apart from the ‘trunk’ effect, the absence of a generous neckline shortens her figure. Indeed, Longoria, doesn’t have a particularly long neck, thus a neckline that enhances it is a must to elongate her bust.

 

The best dress for her? I would say a wide neckline, a well-marked waist carried high to elongate her figure, and legs on show. This would ensure that all her strong points are highlighted, while her only weak point is smartly downplayed.

And if she wants to stay with a swathing dress, she should choose one with a waistline, changing her shape decidedly, and with vertical stripes making her slimmer, decidedly a better choice for her physique.

 

Catherine Deneuve is an icon of style, beautiful and sophisticated. But at Cannes she could have done better. Indeed, while she is still a superb woman, the fact remains that the upper part of her body has become slightly heavier. For this reason, I would have avoided such a tight outfit over waist and hips, and above all I would have created a bit of volume over the hips to balance a figure which by now has lost a little of its shape.

What’s more, the boat neckline is used to widen the shoulders: in this specific case, in view of the absence of volume over the hips I would have avoided widening the upper part which is already wider with respect to her hips.

There can be no doubt that the best gown for her would be something long and straight, with a well marked waist, something that balances ‘above’ and ‘below’ with a careful eye to volumes.

 

Those who fell short of the occasion  

 

These are the stars who felt they could sport an “easy” look at Cannes. No way; on very many occasions a day dress is perfectly fine, but certainly not at the Cannes Festival.

 

The dress code has a precise sense and meaning – at Cannes, the hosts expect one to follow specific dress rules and unless they ask you to come along dressed in a ridiculous or humiliating manner, that dress code should be respected – otherwise just stay at home!

 

Those who were outshined by their dress

 

Yes indeed – it’s not enough for the dress to be exceptional and look good on us: it must also represent us and above all it must never overwhelm us. Looking at a woman, you must never say “what a wonderful dress” but rather “what a wonderful woman”. A dress is supposed to serve us, never the other way around.

And that is just the case of some of these dresses: they are beautiful, rich and splendid but the fact is that they encumber, almost obliterate their wearers. To wear outfits like this you need a woman with an exceptionally strong personality. And this is not always the case.

 

Harmony and proportion – that’s what we must always search out when we choose something to wear. Whether it’s for a stroll with friends, a gala evening or an important event, we must always choose not only what objectively suits us but also what represents us, what helps to make our personality stand out. Between us and the dress we are wearing there must be total harmony: and however beautiful it may be, our outfit will never be more so than us – who shine because we are who we are.

Inoltre vi consiglio di leggere...