Le città del nord dell’Europa hanno un aspetto molto diverso  in estate e in inverno. In estate sono un tripudio di verde e di fiori coloratissimi, mentre in inverno la neve ricopre tutto con il suo manto candido.

Il mio primo soggiorno a Oslo è stato in agosto, per cui atmosfere, colori e profumi di cui vi parlerò sono quelli tipici dell’estate.

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Oslo è una piccola città, un gioiello di bellezza e funzionalità. Un diamante raro e prezioso. Piccola rispetto ad altre capitali, mostra da subito, non appena arrivi, la sua anima accogliente e godereccia. Gli abitanti di Oslo amano moltissimo divertirsi, mangiare e genericamente godersi la vita.

I quartieri

Il centro storico della città gira intorno alla via principale Karl Johans gate. Con i suoi stupendi palazzi liberty questo quartiere racchiude la vita pulsante della città. Qui trovate le vie dello shopping di lusso e alcuni dei ristoranti più rinomati. Negozi di interior design si susseguono numerosi. Ovviamente in pieno stile nordico.

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I colori della città sono forti e accesi. Se pensate che trattandosi di una città nordica tutto debba essere grigio e spento, non avete capito nulla.

I viali e le piazze di Oslo sono un tripudio di fiori e alberi, da contemplare mentre le orecchie sono accarezzate dallo scorrere dell’acqua delle fontane. Rigogliosi e curati in maniera maniacale, i numerosi parchi rendono incredibilmente viva e colorata questa città.

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Il Porto, con il suo splendido lungomare Aker Brygge, che si trova proprio al centro della città, è uno dei luoghi che ho più amato. I giorni trascorsi ad Oslo siano stati assai clementi climaticamente parlando: con i 20/25 gradi costanti ho vissuto ogni metro del lungomare anche di giorno, insieme a orde di norvegesi intenti a prendere il sole in costume da bagno nelle piccole spiagge naturali che un’architettura da capolavoro ha conservato in mezzo a splendidi edifici ultramoderni. Un susseguirsi di locali e ristoranti mi ha regalato dei giorni meravigliosi in uno dei porti più belli e vivaci che abbia mai visto. La passeggiata tra pennoni e bandiere delle splendide barche culmina nello splendido quartiere architettonico di Tjuvholmen in cui legno, pietra e metallo creano bellissimi  edifici tra cui s’infiltra in  piccoli canali il mare, anch’essi colmi di lussuosi ristoranti, immancabili spazi aperti per il relax e il bellissimo museo d’arte Astrup Fearnley, che non saprei dire se è più bello a vedersi da fuori o all’interno. Sullo sfondo il cielo, il mare, i gabbiani, numerosi antichi velieri e vaporetti che stanno ancora lì come in un romanzo  di Jules Verne, e il profilo da cartolina della fortezza medievale di  Akershus, da cui Oslo è stata difesa e governata per settecento anni.

(Leggi anche: guida di shopping a Berlino) 

 I Norvegesi sono realmente “gente di mare. Il porto è un continuo viavai di barche e yatch che gli abitanti di Oslo utilizzano come un normale mezzo di trasporto al pari dell’auto.

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Non è raro, dunque, che la sera, quando il cielo si colora di rosa, si vedano arrivare numerose barche dalle quali le persone del posto, dopo aver parcheggiato il loro mezzo di trasporto preferito, scendono tutte eleganti per trascorrere una serata in uno dei tanti ristoranti sul lungomare.

Dal porto potrete anche fare una delle numerose crociere lungo il fiordo: è un’esperienza splendida. Per quanto il fiordo di Oslo non sia suggestivo come quelli che invece potere incontrare nel nord della Norvegia, è comunque molto bello sia per le sue caratteristiche naturalistiche che per le splendide ville a picco sul mare che così potrete vedere da molto vicino.

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Da visitare assolutamente il moderno Teatro dell’Opera del Balletto Norvegese. Letteralmente galleggiante in mezzo al mare, è un’opera architettonica realizzata dal famoso studio di architettura norvegese Snøhetta. L’esterno è completamente trasparente, e ciò permette di vedere all’interno le prove e i laboratori creativi, mentre l’interno è realizzato in quercia. Come tutto a Oslo, anche questo teatro è vivo e vissuto. Non è un luogo avulso dal resto della quotidianità degli abitanti  come la maggior parte dei teatri, soprattutto italiani. In estate la piattaforma su cui poggia si riempie, oltre che di turisti che vanno lì ad ammirare il paesaggio da una visuale unica (sul teatro ci puoi anche – letteralmente – caminare: comode salite portano a proseguire naturalmente sul tetto una passeggiata iniziata a livello del mare), anche di norvegesi che come lucertole si stendono al sole mentre ammirano il profilo della loro splendida città.

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Suggestiva anche l’immensa scultura che celebra la cultura vichinga, molto sentita e presente tra i norvegesi. Una gigantesca capanna stilizzata, ti fa viaggiare con la mente: se chiudi gli occhi il fortissimo profumo di legno e resina ti trascina in un vortice di sensazioni e ricordi, per chi, come me, veniva direttamente dalle dai fiordi dell’artico, da dove i Vichinghi partirono per conquistare il mondo.

Sempre nel centro della città quasi d’obbligo è la visita ai giardini del palazzo reale, magari durante il cambio della guardia. Potreste anche incontrare il Re di Norvegia Harald V, mentre passeggia sereno. Amatissimo dai suoi sudditi, lo si incontra spesso nei bar del centro a sorseggiare un latte macchiato.

Molto suggestivo è il Vigeland Park o parco delle sculture, una delle mete più visitate. È un enorme parco disseminato delle sculture in bronzo dell’artista norvegese Gustav Vigeland. Uomini, donne e bambini, sono i suoi soggetti preferiti. Corpi attorcigliati che esprimono sentimenti umani, come l’amore, la rabbia, il dolore e la felicità. In cima a questo splendido e immenso parco, il Monolito è l’opera più famosa e d’impatto dell’artista. Centoventuno figure umane attorcigliate tra loro e scolpite in un unico pezzo di granito. Il tutto con una ambientazione a dir poco suggestiva. E anche in questo caso, tutto è li, vivo, alla portata di tutti. Vissuto, rispettato e amato dalla popolazione.

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Grünerløkka, è l’ex quartiere operaio, oggi un quartiere bohémien, tra negozietti dell’usato, vintage, mercatini e graffiti, è molto amato dai giovani alla ricerca di “mete alternative”.

Bygdøy ospita i principali musei di Oslo. Fortemente legati alla cultura artica e vichinga in generale vi consiglio vivamente di farvi trasportare e travolgere dalle storie degli avventurieri dell’artico.

 Il Kon – Tiki Museum prende il nome dalla gigantesca zattera che l’esploratore norvegese Thor Heyerdahl costui ed utilizzò nel 1947 per attraversare l’Oceano Pacifico dal Sud America alla Polinesia. Oltre a poter vedere da vicino questo prodigio dell’ingegno umano, troverete tante altre informazioni relative al mondo degli esploratori.

Il Fram Museum invece ricorda e celebra la spedizione con la nave polare Fram, la più grande spacca ghiacci mai esistita. La prima grande spedizione  – in tutto furono tre – fu addirittura nel 1893 e portò per tre anni Fridjof Nansen nelle zone più ostiche del mondo. Oltre a lui anche Otto Sverdrup e il famosissimo Roald Admusen, si spinsero laddove solo la passione, l’intraprendenza e la voglia di avventura possono far resistere un essere umano in una parte del mondo così inospitale ma incredibilmente bella allo stesso tempo. Se anche non siete particolarmente amanti delle spedizioni avventurose, posso garantirvi che visitare la nave è un’emozione unica: perdendovi tra i piccoli corridoi, tra le cabine e la zona di comando vi sembrerà di essere in un’altra dimensione, così tanto lontana da quella a cui siamo normalmente abituati. Le carte nautiche, gli oggetti, i vestiti, i passatempi e i giochi che allietavano le lunghissime giornate e nottate di navigazione vi faranno sentire come dentro ad un film di avventura. Ma quelle avventure vere, quelle degli uomini grandi, coraggiosi e mossi dal desiderio irrefrenabile di sapere e di scoprire. Quegli esseri umani unici a cui ispirarsi e le cui gesta dovrebbero diventare un faro per tutti noi.

Il Viking Ship Museum ospita invece tre enormi navi vichinghe, una delle quali ottimamente conservata. Osservandole è davvero difficile pensare che con quelle navi in legno questi uomini del mare abbiano attraversato distese infinite di acqua, arrivando fino alla Groenlandia e all’America del Nord. Un popolo forte ed orgoglioso, che ha lasciato traccia nel modo di essere dei loro eredi diretti.

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Viho già parlato della sensazione – molto strana devo dire – che in Norvegia sia tutto molto reale e molto concreto. E ciò lo si percepisce ovunque, anche nei luoghi “morti” per definizione come appunto i musei. In Norvegia tutto viene vissuto e presentato per ciò che è, vita vera, vissuta, anche se da chi ci ha preceduti. È come se il legame con chi c’era prima sia forte, come se la presenza dei loro avi fosse quasi tangibile e contemporanea. È un continuum culturale e spirituale davvero unico.

Oslo – oltre alle grandi avventure – celebra anche la vita comune, quella di tutti i giorni . E così nel  Norsk Folkmuseum interi quartieri sono stati presi da villaggi ormai abbandonati e letteralmente trasportati in questo museo a cielo aperto,  che ricostruisce la vita norvegese di campagna e di città dal seicento al primo novecento.

E qui potrete visitare le spartane case tutte di legno massiccio della gente comune, dei piccoli contadini e allevatori di animali, che vivevano di poche cose semplici. Vite dure ma solide e solidali. E le splendide case degli abitanti più facoltosi dei villaggi rurali, che si distinguevano magari solo per avere una stanza in più; ma tutte, ricche e povere, con splendide, ancestrali decorazioni incise nelle porte, negli stipiti di legno: ancora gli stessi motivi, dopo secoli, che ornavano il legno delle fiere navi vichinghe.  Le stalle degli animali, i punti di raccolta del grano, messo in comune perché sfamasse tutto il villaggio, conservano ancora l’odore della campagna. E in alcune di queste case ragazze e ragazzi in costume vi faranno assaggiare le tradizionali focacce al miele o vi insegneranno come si tesseva il caldo tessuto in lana. Tutto è vero, anche i figuranti, i loro volti, trasmettono una naturalezza che ti fa sentire realmente trasportato nel tempo.

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14650456_1756589564593292_5159857022090859969_nCon un balzo di qualche decennio, vi troverete in una vera e propria cittadina del primo novecento “Vecchia Città”, simile però a quelle che ancor oggi è possibile trovarne abitate nel nord estremo della Norvegia. E come per magia inizierete a  girare nelle stanze delle suggestive casette in legno colorato dei tipici colori della Norvegia: rosso, bianco e ocra.

Oppure spalancherete i vostri occhi di fronte a stupende  ville con enormi giardini, integre e intatte di ogni arredo, nelle quali una ragazza in costume vi narrerà la storia della famiglia che per tanto tempo ha abitato quella casa. Girerete tra le pulitissime vie di questa città dove sembra che il tempo si sia improvvisamente fermato, quasi che gli abitanti stessero per tornare da un momento all’altro. Mentre giravo tra le linde stanze di quelle case, sfiorando gli oggetti posati su mobili, i morbidi letti, gli abiti stesi, le cucine con il profumo di torta appena sfornata, mi sembrava quasi di sentire i passi di Ingvild,  con suo marito Eirik e i piccoli Sofie e Kjell, che da un momento all’altro, tornati a casa dopo la visita a casa dei nonni, potessero domandarmi stupiti cosa mai stessi facendo nella loro casa. Ma sono certa che, dopo il primo momento di sgomento, mi avrebbero ospitato nella loro cucina con i mobiletti in legno, intorno al tavolo ricoperto da una tovaglietta ricamata, per offrirmi una tazza di tè e una fetta di soffice torta alle mele.

In questo museo è tutto tremendamente vivo. La pasticceria, la farmacia, lo spaccio, la banca e perfino le Poste. Tutto integro e perfetto come se vi fosse congelato un istante di vita.

Abbiamo esordito dicendo che questa capitale del Nord non è grande, ma spero di avervi fatto capire come la grandezza di un luogo come di un popolo non si misuri nelle sue dimensioni. Oslo è una città incredibile, proiettata in un futuro di prosperità, rispetto, ospitalità, consapevolezza del proprio passato e sereno orgoglio del presente. 

Prestissimo vi porterò con me nei luoghi della quotidianità di Oslo: negozi, ristoranti e particolarità tipiche di questa cultura dall’identità così forte.

Seguitemi nel prossimo post, e scoprirete con me dove potrete fare il miglior shopping, e dove potrete mangiare prelibatezze tipiche in questo angolo di paradiso.

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